L'araldo telefonico

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L'araldo telefonico

Messaggioda Bron ElGram » lunedì 12 agosto 2013, 21:29


LA RADIO ITALIANA COMPIE 80 ANNI

Il 6 ottobre del 1924 andò in onda la prima trasmissione radiofonica italiana. Erano le ore 21 quando Maria Luisa Boncompagni (così vuole l’agiografia ufficiale) dai microfoni della neonata URI (Unione Radiofonica Italiana) annunciò l’inizio delle trasmissioni. Il primo programma fu un concerto presentato da Ines Viviani Donarelli, moglie del direttore artistico della società e uno dei quattro musicisti che eseguirono musiche di Haydn. Si è molto discusso sulla primogenitura di questo storico annuncio: “Uri, Unione Radiofonica Italiana; 1 erre o; stazione di Roma …” segue l'elencazione dei musicisti che eseguirono il concerto, tra cui “… Ines Viviani Donarelli, che vi sta parlando.” Quest’ultima parte verrà per ragioni oscure tagliata dai documenti registrati. Nel 1997 la verità tornò alla luce: Barbara Scaramucci, grazie al ritrovamento negli archivi Rai di Firenze del documento originale, dimostrò che la voce del primo annuncio dell’URI fu quella di Viviani Donarelli, e non quella di Maria Luisa Boncompagni. Quest’ultima è tuttavia da considerare come la prima annunciatrice radiofonica italiana, capostipite di una lunga generazione di fini dicitori.

L’URI, che nel 1928 si trasformò in EIAR, fu la prima società di gestione del servizio radiofonico nazionale. L’Unione Radiofonica Italiana era a capitale misto pubblico e privato, nata dalla fusione della SIRAC (Società Italiana Radio Audizioni Circolari) e la Radiofono del gruppo Marconi, con la partecipazione dell’industria privata. Nel capitale della società era presente anche la Fiat e non fu un caso che il primo presidente della concessionaria fu Enrico Marchesi, già direttore centrale della casa automobilistica di Torino. Marchesi fu affiancato dal direttore generale Raoul Chiodelli, ed entrambi furono sotto la diretta dipendenza del ministero delle Comunicazioni. Nel 1909 era stato fondato dall’ing. Luigi Ranieri l’Araldo Telefonico, un servizio di telefonia circolare che si avvaleva di un apparecchio telefonico e di una cuffia, sull’esempio del Telefon Hirmondo inizio del radiogiornale, gestito dall’agenzia Stefani. L’Araldo Telefonico che negli anni dieci si era arricchito di un palinsesto giornaliero di notizie e spettacoli, di fatto morì con la nascita dell’URI, ma va a tutti gli effetti annoverato come il primo esempio di broadcasting italiano. di Budapest inaugurato nel 1893. Un segnale acustico, che attraverso il Regio Osservatorio del Collegio Romano segnalava ai suoi abbonati l’ora esatta (vanto dell’epoca), indicava l' Alla fine della prima guerra mondiale gli esperimenti sulla radiofonia si moltiplicarono e il 20 marzo del 1924 la società Radiofono impiantò a Roma, a Centocelle, una stazione per le trasmissioni di prova. Il primo palinsesto della neonata URI aveva una durata di due ore (20.30 – 22.30) e comprendeva programmi musicali, informazioni meteo ed economiche, notiziari. Per ascoltare la radio si doveva sottoscrivere un abbonamento, o meglio si doveva pagare una tassa. Il pagamento del canone e la pubblicità commerciale dette vita ad un sistema di doppio finanziamento che, malgrado le critiche rivolte da più parti, è rimasto invariato fino ai giorni nostri. Alla fine del 1924 gli abbonati alla radiofonia erano circa 15.000, cinque anni dopo se ne contavano 26.000.

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http://www.attracco.it/radioitaliana.htm
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